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  Avvenimenti >  20.09.1908 - Libero Pensiero >  2a Parte
 
               
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GIORDANO BRUNO

GIORDANO BRUNO

IL LIBERO PENSIERO, LA MASSONERIA

 

 

Tratto da “Cronache Tempiesi dell’Età Giolittiana”, ricerca storica effettuata dalla classe 3° B del Liceo Classico G.Maria Dettori, guidata dal Prof. Tomaso Panu.

La ricerca è stata premiata al concorso indetto dalla Fondazione Sechi di Tempio tra le scuole della Sardegna.                                                                                                                        2 a  parte

 

Il sindaco Cabella e il vicesindaco dott.Giuseppe Demartis ricevettero i congressisti, fra i quali vi era una larga rappresentanza femminile. Il sindaco Cabella e Claudio Demartis porsero il saluto ufficiale. La presidenza venne affidata al prof. Francesco Corso, il quale, ringraziando, disse fra l’altro: “tutte le religioni si somigliano e per questo diciamo che solo la scienza che produce tutto questo agitarsi intorno a noi vuole l’emancipazione del nostro pensiero, la felicità di tutti gli esseri umani che popolano la terra”.

La prima relazione, pronunciata da Edoardo Pintor di Cagliari, svolse il tema “Clericalismo nella lotta economica”, mettendo in evidenza la necessità  di fare propaganda nelle classi proletarie per strapparle al pregiudizio della Chiesa e di istituire scuole operaie festive e serali.

La seconda relazione, tenuta dal  giornalista cagliaritano Lobina, dopo aver rimarcato le condizioni disastrose nelle quali si trova la coscienza del popolo sardo sempre chiusa fra la superstizione e l’ignoranza per opera esclusiva del prete”, auspicava una propaganda attiva in favore del libero pensiero mediante un’organizzazione completa e forte e l’invio di abili propagandisti specie nelle regioni più infestate dalla nera piovra clericale.

Le due relazioni furono seguite dal dibattito al quale presero parte, fra gli altri, il dott.Silla Liscia, il direttore didattico Marcialis e  G.A.Mura. Il dibattito terminò alle ore 19.00 con il “vermouth” offerto dal sindaco. Poi i congressisti si recarono alla stazione a ricevere nuovi partecipanti, altri ancora se ne aspettavano per il giorno successivo.

Le pagine de “Il Rogo” sono improntate ad un tono piuttosto polemico e spesso ironico; non vengono risparmiati attacchi diretti a riferimenti precisi a fatti e persone.

Due colonne di Iosto Sardo celebrano il sacrificio di Sigismondo Arquer, personaggio del primo Cinquecento cagliaritano, giustiziato nel 1571 a Toledo dalla inquisizione spagnola.

Di particolare rilievo è l’articolo di Filippo Garavetti, “Chiesa e Stato”, nel quale si affronta il tema  della laicizzazione delle strutture scolastiche, di cui evidentemente si sentiva grande urgenza per togliere ai clericali l’arma dell’istruzione, che, del resto, era stata già abbondantemente smussata. In Gallura, comunque, tutte le istituzioni scolastiche esistenti erano statali.

Infine lo scritto dell’avv.Antonio Azzena, “Preti e civiltà”, accesa iniziativa contro l’Inquisizione e la persecuzione religiosa. Gli articoli sono intercalati da frasi celebri di scrittori come V. Hugo, E. Zola, G. Carducci.

Fra le adesioni telegrafiche meritano di essere ricordate quelle di Guido Podrecca e di Pietro Satta Branca.

Il primo direttore del giornale satirico fortemente anticlericale “L’Asino”, era intervenuto l’anno precedente alla inaugurazione della “Giordano Bruno” di Tempio. In occasione del congresso inviò un telegramma, nel quale, dopo essersi scusato per la mancata partecipazione, scriveva: Un congresso del libero pensiero può segnare un’era nuova di attività e redenzione per la dolce, bella e obliata Sardegna, vostra e nostra: era nuova che non deve avere né preti, né principi, né sfruttatori dello spirito, né padroni di corpi; nella quale, prete, soldato e nobile, saranno sostituiti dal maestro, medico, dal produttore. Pietro Satta Branca, fondatore de “La Nuova Sardegna”, esponente di primo piano del radicalismo sassarese, mandò il seguente telegramma: “Aderisco manifestazione degli spiriti anelanti conquise civile, auguro proficua manifestazione pensiero liberale per redenzione morale Sardegna”.

Al congresso dedicò un articolo il giornale socialista “La via” di Sassari (8 ottobre n.35 del 1908). In esso si afferma la piena riuscita del congresso, ma si avanza una certa riserva relativa alla dubbia efficacia di un’azione limitata alla propaganda ed al dibattito, e si auspica l’organizzazione operaia ai fini di un’effettiva lotta dei lavoratori per il trionfo assoluto e completo della giustizia sociale”.

Il giornale sassarese riporta: Sì, la superstizione religiosa ha il fomite suo nell’ignoranza delle masse popolari, (…..) ma il fondamento primo, , il fondamento logico e necessario dell’ignoranza è la miseria e la fama cui nell’attuale società sono condannate le classi lavoratrici, dove più dove meno, ma in ogni terra però, sotto ogni clima e ogni civiltà”. E ancora: Or siccome, secondo noi socialisti, il socialismo che nella società attuale è il riconoscimento di quella gran verità che è la lotta delle classi (….) il socialismo soltanto può ottenere, col miglioramento economico di queste disgraziatissime classi lavoratrici, la possibilità della loro elevazione intellettuale e morale.

Tornando al congresso, è un fatto significativo che su un campione di circa cento nomi, citati da “Il Rogo”, il 55% sia costituito da professionisti e il 15% da studenti; gli altri sono: impiegati per il 6%, proprietari per il 5%; mentre un’infima minoranza è costituita da commercianti, artigiani e operai. L’eco del congresso fu indubbiamente vasta. A noi esso è servito per illustrare una componente notevole dell’ambiente culturale e politico della società tempiese agli inizi del secolo.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

 
   
         
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